Contratto didattico (i)

È un costrutto teorico dovuto al matematico francese G. Brousseau (1986) che sta ad indicare l’insieme delle relazioni, in piccola parte esplicite ma in buona parte implicite, che regolano il rapporto insegnante-allievi di fronte allo sviluppo della conoscenza di uno specifico contenuto logico matematico. È compito essenziale dell’insegnante controllare costantemente la chiarezza del contratto didattico in tutte le sue fasi.
Le relazioni insegnante-allievi si risolvono in un sistema di obblighi, che nel processo educativo coinvolgono entrambi e ai quali ciascuno deve assolvere e dei quali ciascuno ha la responsabilità di fronte agli altri (da qui il ricorso al termine contratto).
L’aspetto generale che interessa le attività del progetto ArAl, ed è estensibile anche alla scuola dell’infanzia, concerne un contratto didattico tollerante verso momenti iniziali anche confusi sul piano della verbalizzazione dei ragionamenti, allo scopo di favorire la disponibilità dei bambini ad esplicitare le loro argomentazioni, promuovendo quindi lo sviluppo del balbettio logico. Il contratto prevede inoltre l’obbligo dell’ascolto reciproco, perché gli alunni sono i protagonisti della costruzione collettiva dei loro saperi.
Un altro aspetto importante con gli alunni più giovani, decisivo per la buona riuscita delle attività, riguarda quella che potremmo chiamare onestà collaborativa: viene ‘premiato’ chi si sforza di giustificare la propria risposta, e mostra di saper ascoltare i compagni, e non il più furbo o il più spiritoso o il più svelto nell’alzare la mano.

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